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LOGO IRPINIA EXPO 15 185x145Capone: "Il turismo non s’improvvisa, l’Irpinia è in ritardo di due secoli. A Milano missione compiuta"

intervista rilasciata dal Presidente della Camera di Commercio di Avellino ad Orticalab


 

«Camminare fra le istallazioni di 140 Paesi rappresenta il valore aggiunto dell’Expo, si ha l’impressione che tutto il mondo sia presente contemporaneamente a Milano. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato l’entusiasmo dei ragazzi: se la rassegna milanese doveva rappresentare il veicolo di un messaggio destinato soprattutto alle nuove generazioni, è partita col piede giusto. Vedere migliaia di giovani entusiasti che giravano da un padiglione all’altro è una scena che mi ha emozionato enormemente». A parlare è Costantino Capone, presidente della Camera di Commercio di Avellino.
Presidente, partiamo dai dubbi che coinvolgono l’opinione pubblica: come risponde agli scettici che definiscono la partecipazione dell’Irpinia all’Expo poco più di una trovata pubblicitaria?
«La partecipazione dell’Irpinia all’Expo fa parte di una strategia di promozione territoriale nata due anni fa. Ci siamo resi conto che, complice anche il periodo difficile che stava attraversando il nostro mercato nazionale, era necessario rivolgersi con efficacia all’estero. Bisognava perciò focalizzarsi sulla promozione del brand Irpinia in tutta la sua complessità, ma un piano di promozione territoriale non s’improvvisa dall’oggi al domani. Se regioni come la Toscana fanno marketing da due secoli, noi stiamo cominciando a compiere i primi passi proprio in questo momento. E’ così che sono nate le prime due edizioni di Vinitaly che hanno raccolto il favore dei nostri produttori, entusiasti di avere una vetrina prestigiosa nella quale offrire al mondo la propria identità fatta di tradizione, lavoro e passione. La partecipazione all’Expo è stata una conseguenza obbligata, essere presenti nella vetrina di mercato più prestigiosa del 2015 era un traguardo da non mancare assolutamente e abbiamo centrato l’obiettivo nel migliore dei modi».
In che modo?
«Ci siamo assicurati già a marzo una posizione centrale all’interno della rassegna di Milano, presentandoci al meglio agli occhi dell’opinione pubblica. L’obiettivo era quello di attirare la curiosità dei turisti, soprattutto i più giovani. Siamo consapevoli che per rapportarsi al meglio con le nuove generazioni è essenziale cambiare in primo luogo i canali di comunicazione aprendosi al web in tutte le sue declinazioni. E’ ciò che abbiamo tentato di fare coinvolgendo numerosi blogger che hanno descritto le eccellenze del nostro territorio. Ma il web può anche rivelarsi un boomerang: quando sei in rete, se non hai qualità, ti massacrano immediatamente. Il contenuto è sempre il punto di partenza, nel mondo digitale come in quello analogico».
Cosa avete fatto per presentare nel migliore dei modi il "contenuto Irpinia"?
«Non ci siamo limitati a offrire un bello stand con un’ insegna accattivante come hanno fatto altre regioni, le cui postazioni sono desolatamente vuote. Noi offriamo, invece, un nutrito palinsesto di 160 eventi che copre l’intera durata della permanenza a Milano. Siamo fermamente convinti che la curiosità della gente vada stimolata continuamente».
Eppure c’è chi denuncia una mancanza di progettazione nel modo di presentare l’Irpinia al mondo. Come risponde a chi dice che avete messo su un’accozzaglia di eventi privi di filo logico?
«Abbiamo cercato di coinvolgere quanti più attori possibili perché avevamo intenzione di sfruttare l’Expo per creare entusiasmo nel nostro territorio e stando ai primi riscontri ci siamo riusciti: sono già pronte alcune carovane di rappresentanza dei 30 Comuni che saranno protagonisti nel nostro padiglione. L’obiettivo finale è creare un ponte solido fra l’irpinia e Milano, oggi sede del mondo»
Presidente, quali sono i passi che seguiranno all’Expo per portare avanti efficacemente quella strategia di promozione territoriale alla quale faceva riferimento?
«Prima di muoverci è necessario avere le sintesi dei risultati centrati dalla rassegna milanese confrontandoci con le aziende che hanno partecipato. I passi successivi che si occuperanno della valorizzazione del brand irpinia, saranno rivolti al turismo: l’obiettivo è creare un offerta attrattiva che permetta di trasformare la nostra provincia in un bacino d’utenza turistica che rispecchi le tante risorse che la caratterizzano».
Vorrei salutarla con una domanda alla quale da tempo cerchiamo risposta: che ne sarà di Piazza Irpinia dopo il 31 luglio?
«La mia idea ce l’ho da marzo, ma non posso svelare nulla per ragioni commerciali. Ciò che posso dire con certezza è che il padiglione non farà parte di un deposito abbandonato»

Orticalab